Caratteristiche strutturali aziendali 2008-2010

Le tabelle che seguono mostrano l’andamento di alcuni dati strutturali medi aziendali in termini di superfici, allevamenti, lavoro manuale e meccanizzato che messi a confronto con quelli nazionali  mettono in risalto le specificità dell’agricoltura delle Marche.

Un primo elemento di valutazione che emerge immediatamente dalla comparazione fra gli andamenti tendenziali di Marche e Italia, è una inversione dei segni  dei valori regionali rispetto a quelli nazionali. Infatti ad esclusione del numero di aziende rappresentate, dove c’è un calo regionale simmetrico alla crescita in media italiana, gli altri indicatori evidenziano una generalizzata crescita delle dimensioni medie delle aziende marchigiane.

Confronto Marche/Italia delle medie triennali 2008-2010 (Italia=100, valori numerici Marche)

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Fonti: INEA, indagine RICA

La superficie agricola media delle aziende dell’universo RICA nelle Marche nel 2010 è pari a 17,1 ha, in aumento tendenziale del 9%, a conferma del  fenomeno di questi ultimi anni della fuoriuscita delle aziende più piccole e della conseguente concentrazione della superficie nelle aziende con maggiori dimensioni. Nelle zone montane la superficie è mediamente molto più ampia (quasi 23 ha) in considerazione della minore intensità produttiva, mentre le aziende ricadenti nelle colline litoranee hanno un espansione inferiore (13 ha).

Considerando l’utilizzo del suolo agricolo, i dati RICA riferiti all’universo evidenziano per Le Marche una incidenza della SAU rispetto alla superficie aziendale totale (SAT) pari all’82%, in linea con lo stesso indicatore calcolato per l’Italia (83%). Questo indicatore è comunque più alto nelle Marche in corrispondenza delle aziende specializzate in seminativi (88%) e ortofloricoltura (95%), data la rilevanza in particolare del primo ordinamento, concentrato nella classe dimensionale più piccola e che sottrae superficie ai boschi, nella regione. Stesso dicasi per gli allevamenti specializzati in granivori, e quelli con poliallevamento erbivori/granivori che sono anche le aziende di più grandi dimensioni (per queste l’indicatore regionale SAU/SAT è pari al 95% e quindi superiore al dato nazionale). Diversamente per gli allevamenti erbivori, che sono praticati  nelle zone montane e collinari interne quindi più boscose, il rapporto si inverte a sfavore delle Marche (65%).

Sul fronte delle meccanizzazione si registra un valore medio della potenza delle macchine motrici di 153 KW superiore al dato medio nazionale di 87 kw e con un trend dell’8%. Le aziende di dimensioni maggiori dimensioni sono quelle che impiegano meno potenza motrice per ettaro di superficie  per effetto delle maggiori economie di scala.

La diffusione delle coltivazioni cerealicole che si praticano in asciutto e in collina, spiega perché la superficie irrigabile (questa superficie è pari in media a 1,20 ha e si concentra nelle grandi aziende a indirizzo a seminativo e ortofloricolo, ovvero in quelle poche zone pianeggianti di fondovalle e costiere) e i valori delle Unità di Lavoro familiare e totale sono  ben al di sotto del dato nazionale (le coltivazioni cerealicole richiedono un minore apporto di lavoro e un maggiore utilizzo delle macchine).

Dal punto di vista dell’impiego della forza lavoro, ancora, il rapporto tra  Unità di Lavoro Familiare (ULF) e Unità di Lavoro Annue Totali è più evidente nelle Marche che nel resto del Paese a causa della prevalenza delle aziende a carattere familiare, mentre fanno più ricorso al lavoro dipendente le “grandi” aziende e quelle intensive con orientamento ortofloricolo e  con allevamenti di granivori, conformemente a quanto avviene per l’intero Paese.

La distribuzione della forza lavoro (UL) ricalca la distribuzione delle aziende nel territorio, infatti mediamente le aziende collinari impiegano più manodopera di quelle di montagna, in virtù di una maggiore diversificazione produttiva. A riprova di questo andamento la diffusione dei capi di bestiame che risultano mediamente più presenti nelle aziende collinari interne e di montagna (10 UBA/azienda) dove vengono allevati in modo estensivo.

Infine, riguardo le Unità Bovine Adulte (UBA) il dato regionale, pari a 6,2, rimane anch’esso al di sotto  di quello nazionale, dato che gli allevamenti pur concentrandosi nelle grandi aziende, dove il valore delle UBA di 51,3 è sensibilmente inferiore al dato nazionale, e specializzandosi nei granivori, non raggiungono le dimensioni di quelli del Nord Italia. Il minore rapporto UBA/SAU per le Marche dimostra inoltre la diffusione degli allevamenti estensivi.

Dimensioni strutturali medie aziendali (Universo RICA)

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Fonte: nostre elaborazioni su dati INEA, indagine RICA

Indicatori strutturali, valori medi aziendali (Universo RICA)

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Fonte: nostre elaborazioni su dati INEA, indagine RICA

Dimensioni strutturali medie aziendali per classi nel 2010 (Universo RICA)

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Fonte: nostre elaborazioni su dati INEA, indagine RICA

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