Capi azienda per classi di età nel 2009

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che sta interessando tutti i Paesi sviluppati a causa della riduzione del tasso di natalità e soprattutto per l’aumento della vita media, grazie alle migliorate condizioni economiche e sociali.

L’invecchiamento quindi è generalmente un segnale dei buoni livelli di qualità della vita raggiunti dalla società, ma pone anche questioni di rilevanza economica in quanto all’aumentare della quota della popolazione anziana diminuisce quella in età lavorativa capace di produrre reddito.

In una crescita demografica equilibrata, le classi dei più giovani sostituiscono gradualmente quelle dei più anziani ma l’aumento degli indici di dipendenza e di anzianità della popolazione italiana e marchigiana, fanno intendere che questo equilibrio non c’è più da tempo.

Nel la quota di anziani nel settore agricolo è particolarmente elevata in quanto le attività aziendali possono essere adattate alle caratteristiche degli imprenditori. Rispetto ad altri settori economici infatti, è molto diffusa la presenza di soggetti economici con oltre 65 anni che continuano a gestire l’azienda seppure con minore intensità e quindi privilegiando attività meno impegnative sotto il profilo dell’impegno fisico e di tempo.

Come si può vedere dalla distribuzione di frequenza che segue, nelle Marche è significativa la maggiore presenza di capi azienda con più di 65 anni, mentre è minore della media italiana, l’incidenza relativa delle classi di età più giovani.


C’è l’unica eccezione della classe tra 25 e 30 anni dove probabilmente hanno avuto effetto le politiche di incentivazione per l’insediamento dei giovani agricoltori, attuate negli ultimi anni.

Lo squilibrio nelle classi di età intermedie è evidente e gli imprenditori agricoli tra 35 e 60 anni sono generalmente coloro che sono al culmine della loro carriera professionale e capacità reddituale.

La maggiore presenza di imprenditori anziani nelle Marche non va inteso come segnale negativo in quanto indica anche il forte radicamento al territorio e la volontà di continuare a gestire l’azienda anche in condizioni economiche sfavorevoli come quelle attuali. Ciò significa maggiore presidio del territorio e innegabili vantaggi ambientali.

Occorre però riflettere sul fatto che questi soggetti economici non possono avere un orizzonte temporale che consenta di effettuare investimenti aziendali la cui ricaduta è nel medio e lungo periodo. Questa è una criticità che va considerata per una valutazione degli scenari futuri dell’agricoltura regionale.

Per un corretto utilizzo delle informazioni sopra riportate leggere le

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